La chiesa Matrice di Sternatia, dedicata a Maria SS. Assunta, venne edificata su di un'altra antichissima di cui si ha notizia nella visita pastorale del 1522. Nel 1538 risulta che aveva "numerosi altari, un campanile con tre campane". La santa visita del 1608 ce la descrive piccola e male costruita (parva, et male constructa) e il fonte battesimale piccolo e sporco (parvus et indecens). Aveva quattro porte e la principale era rivolta a occidente, cioè in Via M. Paglia, (maior respicit occidentem).
Risale a questa data la volontà di edificare l'attuale matrice. L'Università, infatti, acquista alcune case cadenti (domus dirute) situate retro dictam Ecclesia per la costruzione della nuova chiesa (empte ab Universitate pro confectione novae Ecclesiae). La visita pastorale del 1754 ci informa che l'attuale chiesa è stata da pianta fabbricata intendendo con questo che dell'antica chiesa non rimaneva più nulla; poi aggiunge circa anni cinquantacinque e, facendo i conti, gli inizi dei lavori vanno datati 1699-1700 "per carità dei cittadini, et d'alcuni denari di Cappelle avanzanti". La data 1702, incisa sopra il secondo doccione sul lato di via Platea, indica sicuramente una fase transitoria dei lavori e forse il completamento della parasta. Come, la data 1711, posta all'interno, daterebbe soltanto il completamento dell'arco maggiore e non la data di costruzione, come incautamente segnalato dal curato Giuseppe Ancora in un notiziario dell'Ottocento.
A questi stessi risultati è giunto D. Ferdinando Spalletti Archidiacono di Sternatia che, in sostituzione del Vicario Generale D. Marino Paglia, accompagnava il vescovo nelle visite pastorali. Al vescovo Vincenzo Andrea Grande, che il 13 settembre 1836 visitò Sternatia, dichiarò che la chiesa era stata costruita nel 1700 circa "Ecclesia anno circiter 1700 Capituli, ac Populi sumptibus aedificata elegantis est structurae”. La chiesa comunque fu completata dal copertinese Adriano Preite che qui, almeno nell'altissimo prospetto, lavorò con quella fantasia che gli mancò nel 1783 quando costruì la Matrice di Soleto.
Cosa rimane dell'antica chiesa? Tracce di affresco con un bel viso di Madonna o Santa, in un concio riutilizzato per la costruzione, all'interno della scala a chiocciola che porta, a destra, al coro finto; e, forse, un bel viso di Gesù, in pietra leccese, incastonato nell'angolo del solaio dell'abitazione al civico 20, proprio di fronte alla facciata della chiesa. Un contributo al completamento del Campanile lo diede la generosa Brigida Ancora che, nell'ottobre del 1790, nelle sue volontà testamentarie, decideva che i suoi eredi dovessero proseguire la fabbrica del Campanile a tenore del disegno, servendosi dell'olio delle sue scorte. Il campanile rappresenta l'ultimo esempio salentino di questa tipologia con i primi quattro piani a base quadrata e l'ultimo a base ottagonale.